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Cerignola
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Dista da Foggia: Km. 37
Abitanti: 57150
Cap: 71042
Supeficie: Kmq 590
Altitudine: 120 m.s.l.m.
Approfondimenti su TavolieredellePuglie.it
 
CerignolaStoria
Questa città sembra affondare le sue radici nel X-XI secolo: a tale epoca rimandano infatti sia un documento del Codice diplomatico barese – che riferisce, nel 1150, di una “domum Malgerii Cidoniole” – sia l’antica cattedrale – risalente al X secolo – sita nel borgo medioevale, la cosiddetta Terra vecchia.
Il Quaternus excadenciarum Capitinatae, fatto compilare da Federico II di Svevia nel 1249, delinea la Cerignola del XIII secolo: un castello circondato da un fossato, poche case racchiuse da una cinta muraria, una esigua popolazione con qualche “sire”, “notaio”, “giudice”. Dagli Angioini Cerignola fu ceduta nel 1271 a Simone de Parisiis, primo feudatario della città; passando poi a Bertrando Artus, Ugone de Vicini, Giovanni Pipino, Nicola Pipino, ser Gianni Caracciolo.
Questo piccolo centro, abitato da circa 350 famiglie, il 28 aprile 1503 fu teatro di una battaglia campale fra Francesi e Spagnoli, che per alcuni storici è stata densa di significati. In essa fu sperimentata la “disciplina del fuoco degli archibugi” (e cioè l’alternarsi di file di tiratori che eretti sparavano, per poi inginocchiarsi e ricaricare, con file successive che a loro volta sparavano e ricaricavano); in essa fu collaudata la tattica di un ostacolo fisso a frenare l’avanzata del terribile quadrato di picchieri; con essa gli Spagnoli conquistarono – per oltre tre secoli – l’Italia meridionale.

Nel XVII secolo nuovi signori si alternano nel dominio sulla Terra: i Pignatelli di Monteleone, i Pignatelli di Bisaccia, il conte d’Egmont; e nel 1672 il “tavolario” Sabatini redige l’apprezzo di una città che contava solo 288 “fuochi” (1296 abitanti). Il XVIII secolo registra siccità, invasioni di bruchi, terremoti – fra cui quello disastroso del 1731 – ma anche un incremento demografico. Un nuovo apprezzo, stilato questa volta dal “tavolario” Costantino Manni nel 1758, descrive minuziosamente la città, la cui popolazione conta ormai 4153 unità.

Nel XIX secolo, con l’abolizione della feudalità e poi della Dogana della mena delle pecore – che aveva consegnato per secoli il Tavoliere alla pastorizia a danno dell’agricoltura – la città rinasce a nuova vita. Nel 1819 gli abitanti sono 17.000; e ben 25.000 alla fine del secolo, quando l’impianto di 5600 ettari di vigneto – voluto dalla casa ducale La Rochefoucauld e dalla famiglia Pavoncelli – richiama una forte immigrazione dai paesi limitrofi e dal barese. Sorgono il Teatro Mercadante, la Scuola Agraria, l’Ospedale Tommaso Russo, la stazione ferroviaria; s’avvia la costruzione del maestoso Duomo Tonti.

Cerignola, che oggi conta 56.000 abitanti, ha dato i natali all’onorevole Giuseppe Pavoncelli (al qualeè legata la grandiosa realizzazione dell’Acquedotto Pugliese), al filologo Nicola Zingarelli (autore del celebre vocabolario), al grande sindacalista, e presidente della Federazione Sindacale Mondiale, Giuseppe Di Vittorio. Qui Pietro Mascagni compose famose opere, fra cui la celebre Cavalleria rusticana.

I monumenti
Nella parte nord ovest della città è visitabile il borgo medioevale: un aggregato “ad accerchiamento” di forma quasi circolare, con viuzze strette e tortuose prive di marciapiedi, slarghi e piccole piazze, “iusi” (sotterranei), case a pianterreno e case con “vignale” (scalinate esterne parallele alla facciata), ma anche le cinquesecentesche abitazioni di notabili (Palazzo Bruni, Palazzo della Chiesa, Palazzo Gala, Palazzo Matera). Nella Terra Vecchia ci sono inoltre la Chiesa Madre (X-XI secolo), la chiesa di San Leonardo (XIV secolo), di Sant’Agostino (XVI secolo).

CerignolaNella zona sud della città è di grande interesse un singolare monumento “a rovescio”: il Piano delle Fosse. È un’area di 26.000 mq costellata di 626 fosse granarie – profonde 6-7 m, con diametro del fondo da 4 a 8 m, capaci di contenere da 450 a 1100 quintali di grano, avena, fave o mandorle– individuate all’esterno da quattro elementi in pietra e da un cippo recante le iniziali del proprietario e un numero progressivo. Ancora, in città, le cinquecentesche chiese del Purgatorio e del Carmine, il settecentesco e vanvitelliano Palazzo Coccia, il maestoso Duomo Tonti (1855-1933) voluto da un privato benefattore.
Cerignola
Appena fuori città, a nord est, la trecentesca chiesetta campestre di Santa Maria delle Grazie presenta affreschi coevi e un graffito che ricorda la battaglia del 1503; mentre a sud, a 10 km, il santuario di Maria SS. di Ripalta ospita da ottobre ad aprile una icona bizantina, rinvenuta secondo la leggenda nel 1172, che per i rimanenti sei mesi rimane esposta nella cattedrale. A 16 km infine, sulla strada provinciale per Candela, campeggia il complesso di Torre Alemanna (a tutt’oggi unica residenza fortificata superstite in Puglia dell’Ordine dei Cavalieri Teutonici): una casa-torre sorta nel 1231, poi affiancata – nel XVI secolo – dal Palazzo dell’Abate Commendatario e dalla chiesetta di San Leonardo.

Feste tradizionali
Particolarmente suggestivi sono i riti della Settimana Santa, gestiti dalle Confraternite cittadine e caratterizzati dalla presenza dei “Cristi rossi”: “cirenei” che, a piedi nudi, con la croce e una corona di spine sul capo, precedono i gruppi statuari. Il Venerdì Santo vede tre processioni: al mattino quella dei Misteri, al pomeriggio quella della Desolata, a sera quella del Cristo morto. Il Sabato Santo, infine, la processione della Pietà. Il sabato in albis, il primo dopo la Pasqua, l’icona della patrona Maria SS. di Ripalta viene portata a spalla in processione dal santuario sull’Ofanto alla cattedrale, con gran concorso di popolo. A settembre, il 7, 8 e 9, sono i giorni della festa patronale: con processione dell’icona sul carro trionfale, luminarie, bande musicali, fuochi d’artificio. Infine, il secondo lunedì di ottobre, fra imponenti ali di folla, l’icona della patrona, sempre portata a spalla, fa ritorno al suo santuario.

I prodotti tipici
FAVE E CICORIE
Ingredienti per 4 persone
300 g di fave secche, 400 g di cicorie (possibilmente selvatiche), olio, sale.
Preparazione
Mettere a bagno le fave per almeno dodici ore, scolarle e cuocerle per circa tre ore, in acqua leggermente salata, a fuoco basso; pulire e lessare le cicorie in acqua leggermente salata. “Battere” le fave con un cucchiaio di legno, aggiungendo un filo d'olio, e servire su un letto di cicorie.


CAVATELLI E RUCOLA
Ingredienti per 4 persone
1/2 kg di cavatelli, 800 g di salsa di pomodoro, due spicchi d'aglio, rucola, olio, sale.
Preparazione
Cucinare per 10 minuti salsa di pomodoro, aglio, olio e un pizzico di sale. Far cuocere la rucola in abbondante acqua salata, e dopo qualche minuto calarvi i cavatelli. A fine cottura, scolare la pasta e condire con la salsa.
 
Per secoli l’economia di questa terra è stata subordinata alla pastorizia abruzzese. Con la Dogana della mena delle pecore in Puglia una enorme quantità di terreno doveva essere lasciata incolta, per produrre erbaggi per i milioni di pecore abruzzesi che, con la transumanza, venivano a svernare in Puglia per poi tornare in Abruzzo nei mesi più caldi. La “fida”, cioè il pedaggio per ogni capo transumante, era una straordinaria fonte di guadagno per gli occupanti spagnoli. Con l’affrancamento del Tavoliere, nel 1865, i 60.000 ettari del territorio di Cerignola furono restituiti alla loro naturale vocazione: e così il grano, l’olivo, e il vigneto – di cui furono pionieri esponenti di famiglie aristocratiche quali La Rochefoucauld e Pavoncelli– cambiarono il profilo del paesaggio.

CerignolaAncora oggi questi prodotti sono il fiore all’occhiello dell’agricoltura locale: grano duro di qualità, ortaggi (carciofo, pomodoro, broccoletti), olio extra vergine di oliva DOP Dauno dalle varietà Coratina e Ogliarola, vini di pregio (il Rosso di Cerignola, da Uva di Troia e Negroamaro, è DOC dal 1974), e soprattutto la Bella di Cerignola, la più grande oliva in commercio. Accanto ai tradizionali frantoi e alle cantine sono poi sorte numerose industrie di trasformazione del pomodoro e di produzione di sottaceti e sott’olio: carciofini e “lampascioni”, peperoni e olive, melanzane e pomodori secchi, funghi e cipolline. E da alcuni anni anche una vivace e diversificata produzione di taralli.

CerignolaPiatti tipici sono i cavatelli e ruca (tocchetti cavati di pasta di casa cotti con ruchetta spontanea e conditi con salsa di pomodoro), i cicatelli di granarso (più piccoli dei cavatelli, fatti con farina di grano raccolto dopo la bruciatura delle stoppie e conditi con salsa di pomodoro e ricotta dura), il pancotto e ruca (pane raffermo cotto con ruchetta e condito con aglio soffritto), il brodetto pasquale (spezzatino d’agnello in brodo con uova, formaggio e cardoncelle), u sartascenille (salsiccia piccante cucinata con olio, aglio, pomodorini e peperoncino). Fra i dolci primeggia la pizza a sette sfoglie (sfoglie di pasta ripiene di mandorle tritate, uvetta, zucchero, cioccolato, cannella, olio e mostarda, la tipica marmellata d’uva).

Dove mangiare - Approfondimenti su TavolieredellePuglie.it
La Chiocciola, Piazza Marconi - Tel. 0885.423466
Il Principe Azzurro, Viale Dei Pini, 18 - Tel. 0885.447801
Il Pegaso, Corso Scuola Agraria, 61 - Tel. 0885.422222
Il Bagatto, Via Gentile, 7 - Tel. 0885.427850
Da Vincenzo, Via Nizza, 10 - Tel. 0885.421844
Il Duomo, Piazza Duomo, 53 - Tel. 0885.417453
U Vulesce, Via Cesare Battisti, 3 - Tel. 0885.425798

Dove Dormire - Approfondimenti su TavolieredellePuglie.it
Il Quadrifoglio, S.S. 529, km 1.900 – Tel. 0885.424154
Masseria San Lorenzo, località Torre Quarto Tel. 348.3612500, 0885.418436
Hotel delle Nazioni, corso Scuola Agraria, 13 Tel. 0885.422581
Albergo Veronese, S.S. 16 Adriatica – Tel. 0885.415712
Relais Country, S.S. 16 - Tel. 0885.418988

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