26/05/2010
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24/05/2010
2° Edizione Convegno "Le prospettive del Piano di Sviluppo Locale nella Piana ...
11/05/2010
Convegno: Le prospettive del Piano di Sviluppo Locale nella Piana del Tavoliere
25/02/2010
Settimana del Bio in Puglia

18/03/2009
domanda di iscrizione al percorso di "Potenziamento e riqualificazione delle ...
01/09/2008
Graduatoria Bando 53/08
01/09/2008
Graduatoria Avviso n. 52/08
01/09/2008
Graduatoria Avviso 51/08
01/09/2008
Graduatoria Avviso 50/08

23/02/2009
Bilancio al 31/12/2007 e nota intergrativa
23/02/2009
Statuto del GAL Piana Tavoliere Scarl
13/09/2007
Documentazione per i beneficiari
25/07/2005
Regolamento Attuativo - P. I- Definizioni e Ruoli
Cerignola
img
Dista da Foggia: Km. 37
Abitanti: 57150
Cap: 71042
Supeficie: Kmq 590
Altitudine: 120 m.s.l.m.
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CerignolaStoria
Questa città sembra affondare le sue radici nel X-XI secolo: a tale epoca rimandano infatti sia un documento del Codice diplomatico barese – che riferisce, nel 1150, di una “domum Malgerii Cidoniole” – sia l’antica cattedrale – risalente al X secolo – sita nel borgo medioevale, la cosiddetta Terra vecchia.
Il Quaternus excadenciarum Capitinatae, fatto compilare da Federico II di Svevia nel 1249, delinea la Cerignola del XIII secolo: un castello circondato da un fossato, poche case racchiuse da una cinta muraria, una esigua popolazione con qualche “sire”, “notaio”, “giudice”. Dagli Angioini Cerignola fu ceduta nel 1271 a Simone de Parisiis, primo feudatario della città; passando poi a Bertrando Artus, Ugone de Vicini, Giovanni Pipino, Nicola Pipino, ser Gianni Caracciolo.
Questo piccolo centro, abitato da circa 350 famiglie, il 28 aprile 1503 fu teatro di una battaglia campale fra Francesi e Spagnoli, che per alcuni storici è stata densa di significati. In essa fu sperimentata la “disciplina del fuoco degli archibugi” (e cioè l’alternarsi di file di tiratori che eretti sparavano, per poi inginocchiarsi e ricaricare, con file successive che a loro volta sparavano e ricaricavano); in essa fu collaudata la tattica di un ostacolo fisso a frenare l’avanzata del terribile quadrato di picchieri; con essa gli Spagnoli conquistarono – per oltre tre secoli – l’Italia meridionale.

Nel XVII secolo nuovi signori si alternano nel dominio sulla Terra: i Pignatelli di Monteleone, i Pignatelli di Bisaccia, il conte d’Egmont; e nel 1672 il “tavolario” Sabatini redige l’apprezzo di una città che contava solo 288 “fuochi” (1296 abitanti). Il XVIII secolo registra siccità, invasioni di bruchi, terremoti – fra cui quello disastroso del 1731 – ma anche un incremento demografico. Un nuovo apprezzo, stilato questa volta dal “tavolario” Costantino Manni nel 1758, descrive minuziosamente la città, la cui popolazione conta ormai 4153 unità.

Nel XIX secolo, con l’abolizione della feudalità e poi della Dogana della mena delle pecore – che aveva consegnato per secoli il Tavoliere alla pastorizia a danno dell’agricoltura – la città rinasce a nuova vita. Nel 1819 gli abitanti sono 17.000; e ben 25.000 alla fine del secolo, quando l’impianto di 5600 ettari di vigneto – voluto dalla casa ducale La Rochefoucauld e dalla famiglia Pavoncelli – richiama una forte immigrazione dai paesi limitrofi e dal barese. Sorgono il Teatro Mercadante, la Scuola Agraria, l’Ospedale Tommaso Russo, la stazione ferroviaria; s’avvia la costruzione del maestoso Duomo Tonti.

Cerignola, che oggi conta 56.000 abitanti, ha dato i natali all’onorevole Giuseppe Pavoncelli (al qualeè legata la grandiosa realizzazione dell’Acquedotto Pugliese), al filologo Nicola Zingarelli (autore del celebre vocabolario), al grande sindacalista, e presidente della Federazione Sindacale Mondiale, Giuseppe Di Vittorio. Qui Pietro Mascagni compose famose opere, fra cui la celebre Cavalleria rusticana.

I monumenti
Nella parte nord ovest della città è visitabile il borgo medioevale: un aggregato “ad accerchiamento” di forma quasi circolare, con viuzze strette e tortuose prive di marciapiedi, slarghi e piccole piazze, “iusi” (sotterranei), case a pianterreno e case con “vignale” (scalinate esterne parallele alla facciata), ma anche le cinquesecentesche abitazioni di notabili (Palazzo Bruni, Palazzo della Chiesa, Palazzo Gala, Palazzo Matera). Nella Terra Vecchia ci sono inoltre la Chiesa Madre (X-XI secolo), la chiesa di San Leonardo (XIV secolo), di Sant’Agostino (XVI secolo).

CerignolaNella zona sud della città è di grande interesse un singolare monumento “a rovescio”: il Piano delle Fosse. È un’area di 26.000 mq costellata di 626 fosse granarie – profonde 6-7 m, con diametro del fondo da 4 a 8 m, capaci di contenere da 450 a 1100 quintali di grano, avena, fave o mandorle– individuate all’esterno da quattro elementi in pietra e da un cippo recante le iniziali del proprietario e un numero progressivo. Ancora, in città, le cinquecentesche chiese del Purgatorio e del Carmine, il settecentesco e vanvitelliano Palazzo Coccia, il maestoso Duomo Tonti (1855-1933) voluto da un privato benefattore.
Cerignola
Appena fuori città, a nord est, la trecentesca chiesetta campestre di Santa Maria delle Grazie presenta affreschi coevi e un graffito che ricorda la battaglia del 1503; mentre a sud, a 10 km, il santuario di Maria SS. di Ripalta ospita da ottobre ad aprile una icona bizantina, rinvenuta secondo la leggenda nel 1172, che per i rimanenti sei mesi rimane esposta nella cattedrale. A 16 km infine, sulla strada provinciale per Candela, campeggia il complesso di Torre Alemanna (a tutt’oggi unica residenza fortificata superstite in Puglia dell’Ordine dei Cavalieri Teutonici): una casa-torre sorta nel 1231, poi affiancata – nel XVI secolo – dal Palazzo dell’Abate Commendatario e dalla chiesetta di San Leonardo.

Feste tradizionali
Particolarmente suggestivi sono i riti della Settimana Santa, gestiti dalle Confraternite cittadine e caratterizzati dalla presenza dei “Cristi rossi”: “cirenei” che, a piedi nudi, con la croce e una corona di spine sul capo, precedono i gruppi statuari. Il Venerdì Santo vede tre processioni: al mattino quella dei Misteri, al pomeriggio quella della Desolata, a sera quella del Cristo morto. Il Sabato Santo, infine, la processione della Pietà. Il sabato in albis, il primo dopo la Pasqua, l’icona della patrona Maria SS. di Ripalta viene portata a spalla in processione dal santuario sull’Ofanto alla cattedrale, con gran concorso di popolo. A settembre, il 7, 8 e 9, sono i giorni della festa patronale: con processione dell’icona sul carro trionfale, luminarie, bande musicali, fuochi d’artificio. Infine, il secondo lunedì di ottobre, fra imponenti ali di folla, l’icona della patrona, sempre portata a spalla, fa ritorno al suo santuario.

I prodotti tipici
FAVE E CICORIE
Ingredienti per 4 persone
300 g di fave secche, 400 g di cicorie (possibilmente selvatiche), olio, sale.
Preparazione
Mettere a bagno le fave per almeno dodici ore, scolarle e cuocerle per circa tre ore, in acqua leggermente salata, a fuoco basso; pulire e lessare le cicorie in acqua leggermente salata. “Battere” le fave con un cucchiaio di legno, aggiungendo un filo d'olio, e servire su un letto di cicorie.


CAVATELLI E RUCOLA
Ingredienti per 4 persone
1/2 kg di cavatelli, 800 g di salsa di pomodoro, due spicchi d'aglio, rucola, olio, sale.
Preparazione
Cucinare per 10 minuti salsa di pomodoro, aglio, olio e un pizzico di sale. Far cuocere la rucola in abbondante acqua salata, e dopo qualche minuto calarvi i cavatelli. A fine cottura, scolare la pasta e condire con la salsa.
 
Per secoli l’economia di questa terra è stata subordinata alla pastorizia abruzzese. Con la Dogana della mena delle pecore in Puglia una enorme quantità di terreno doveva essere lasciata incolta, per produrre erbaggi per i milioni di pecore abruzzesi che, con la transumanza, venivano a svernare in Puglia per poi tornare in Abruzzo nei mesi più caldi. La “fida”, cioè il pedaggio per ogni capo transumante, era una straordinaria fonte di guadagno per gli occupanti spagnoli. Con l’affrancamento del Tavoliere, nel 1865, i 60.000 ettari del territorio di Cerignola furono restituiti alla loro naturale vocazione: e così il grano, l’olivo, e il vigneto – di cui furono pionieri esponenti di famiglie aristocratiche quali La Rochefoucauld e Pavoncelli– cambiarono il profilo del paesaggio.

CerignolaAncora oggi questi prodotti sono il fiore all’occhiello dell’agricoltura locale: grano duro di qualità, ortaggi (carciofo, pomodoro, broccoletti), olio extra vergine di oliva DOP Dauno dalle varietà Coratina e Ogliarola, vini di pregio (il Rosso di Cerignola, da Uva di Troia e Negroamaro, è DOC dal 1974), e soprattutto la Bella di Cerignola, la più grande oliva in commercio. Accanto ai tradizionali frantoi e alle cantine sono poi sorte numerose industrie di trasformazione del pomodoro e di produzione di sottaceti e sott’olio: carciofini e “lampascioni”, peperoni e olive, melanzane e pomodori secchi, funghi e cipolline. E da alcuni anni anche una vivace e diversificata produzione di taralli.

CerignolaPiatti tipici sono i cavatelli e ruca (tocchetti cavati di pasta di casa cotti con ruchetta spontanea e conditi con salsa di pomodoro), i cicatelli di granarso (più piccoli dei cavatelli, fatti con farina di grano raccolto dopo la bruciatura delle stoppie e conditi con salsa di pomodoro e ricotta dura), il pancotto e ruca (pane raffermo cotto con ruchetta e condito con aglio soffritto), il brodetto pasquale (spezzatino d’agnello in brodo con uova, formaggio e cardoncelle), u sartascenille (salsiccia piccante cucinata con olio, aglio, pomodorini e peperoncino). Fra i dolci primeggia la pizza a sette sfoglie (sfoglie di pasta ripiene di mandorle tritate, uvetta, zucchero, cioccolato, cannella, olio e mostarda, la tipica marmellata d’uva).

Dove mangiare - Approfondimenti su TavolieredellePuglie.it
La Chiocciola, Piazza Marconi - Tel. 0885.423466
Il Principe Azzurro, Viale Dei Pini, 18 - Tel. 0885.447801
Il Pegaso, Corso Scuola Agraria, 61 - Tel. 0885.422222
Il Bagatto, Via Gentile, 7 - Tel. 0885.427850
Da Vincenzo, Via Nizza, 10 - Tel. 0885.421844
Il Duomo, Piazza Duomo, 53 - Tel. 0885.417453
U Vulesce, Via Cesare Battisti, 3 - Tel. 0885.425798

Dove Dormire - Approfondimenti su TavolieredellePuglie.it
Il Quadrifoglio, S.S. 529, km 1.900 – Tel. 0885.424154
Masseria San Lorenzo, località Torre Quarto Tel. 348.3612500, 0885.418436
Hotel delle Nazioni, corso Scuola Agraria, 13 Tel. 0885.422581
Albergo Veronese, S.S. 16 Adriatica – Tel. 0885.415712
Relais Country, S.S. 16 - Tel. 0885.418988

English version

History
Cerignola apparently has its roots back in the 10th-11th century that is when it was first mentioned in a document (the Codice diplomatico barese) and when work began on the ancient cathedral in the medieval quarter (known as the Terra vecchia, or “Old Land”).
A small settlement, inhabited by a few hundred families, which on 28th April 1503 saw a pitched battle between the French and the Spanish, which some historians regard as a key moment in history.  This was when the Spanish first tried out their “storm of fire” arquebuse tactics (alternating rows of arquebusiers firing on their feet, then kneeling down to reload, enabling the next row of arquebusiers to then fire and reload); this was when the Spanish tried out the tactic of a fixed obstacle to counter charges by the frightening formations of pikemen; the battle led to the Spanish occupying southern Italy for the next three centuries.
Cerignola was the birthplace of that great parliamentary supporter of the Acquedotto Pugliese, Giuseppe Pavoncelli, the philologist Nicola Zingarelli (author of a famous Italian dictionary), the great trade union leader, and chairman of the World Trade Union Federation, Giuseppe Di Vittorio. This is also where Pietro Mascagni composed several of his operas, including his first, the classic Cavalleria rusticana.

Monuments
In the north-western part of the city lies the medieval quarter: built on an almost circular plan, with its narrow winding (and sidewalkless) alleyways, little squares, cellars known as iusi, ground-floor dwellings and houses with vignale (external staircases built parallel to the façade), as well as a few 16th-17th century nobleman’s residences (Palazzo Bruni, Palazzo della Chiesa, Palazzo Gala, Palazzo Matera). “Terra Vecchia” also holds the Mother Church, or Chiesa Madre (10th-11th century), and the churches of San Leonardo (14th century), and Sant’Agostino (16th century).
The south of the city has a unique “upturned” monument, known as Piano delle Fosse. This is an area of some 26,000 sq.m, with no less than 626 grain pits – 6-7 m deep, 4-8 m across, and which can hold 45-110 tons of wheat, oats, broad beans or almonds – each grain pit is marked on the outside by four stone features and a boundary stone showing the initials of the owner and a sequential number. Back within the city itself, we find the 16th century churches of Purgatorio and Carmine, the 18th century Palazzo Coccia in the late Baroque style of Luigi Vanvitelli, and the imposing Tonti Cathedral or Duomo Tonti  (1855-1933) funded by a private benefactor.
Just outside the city, to the north-east, is the 14th-century country church of Santa Maria delle Grazie, which contains original frescoes and a graffito commemorating the Battle of Cerignola in 1503; 10 kilometres further south is the sanctuary of Santa Maria di Ripalta, which from October through to April houses a Byzantine icon, which legend has it was found in 1172, and which every spring is carried on the shoulders of the faithful through the streets of the city to the Cathedral, where it is displayed for the other half of the year. Finally, 16 kilometres towards Candela lies the Torre Alemanna complex, the only remaining fortified residence of the Teutonic Knights in Apulia: a tower/residence built in 1231, alongside which stand the 16th century Palace of the Lay Abbot and the tiny church of San Leonardo.

Typical products
For centuries, the economy of these lands were dependent on the Abruzzo sheep-rearing industry. An ancient Aragonese institution known as the Dogana della mena delle pecore in Puglia (the authority collecting excise duty on sheep passing through Apulia) required vast tracts of land to be left unploughed, to produce forage for the millions of Abruzzo sheep which, in a process known as transhumance, were brought on foot to spend the winters here in Apulia, before returning to their pastures in Abruzzo when the warmer weather returned. The fida, or toll, for each head of sheep, was a great source of revenue for the Spanish occupying forces. When the Tavoliere plain was freed from Spanish rule in 1865, some 60,000 hectares of land around Cerignola was returned to its natural vocation: thus wheat, olives and vines – pioneered by aristocratic families such as La Rochefoucauld and Pavoncelli – were to radically alter the appearance of the landscape.
These are still the core of local agriculture produce: top quality durum wheat, vegetables (artichokes, tomatoes, baby broccoli), DOP Dauno extra-virgin olive oil made from the Coratina and Ogliarola varieties, excellent wines (Rosso di Cerignola, made from the Uva di Troia and Negroamaro grapes, has had DOC status since 1974), with pride of place going to Bella di Cerignola, the biggest olive on the market. Alongside the traditional olive-presses and wine-cellars, several food-processing plants have grown up for bottling tomatoes and both for pickling and for preserving vegetables in oil: baby artichokes and grape hyacinths, bell peppers and olives, aubergines and sun-dried tomatoes, mushrooms and baby onions. And the last few years have seen the rise of a variety of different kinds of taralli.

Typical dishes in the Cerignola area include cavatelli e ruca (shell-shaped home-made pasta cooked with wild rocket and garnished with a tomato sauce), cicatelli di granarso (smaller than cavatelli, made with flour milled from wheat harvested after the stubble is burnt and garnished with a tomato sauce and hard ricotta), pancotto e ruca (stale bread cooked with racket and garnished with sautéed garlic), brodetto pasquale (stewed lamb consommé with eggs, cheese and a local wild plant called the cardoncello), u sartascenille (spicy sausage cooked with olive oil, garlic, cherry tomatoes, and chilli). The most characteristic dessert is called pizza a sette sfoglie (layers of dough filled with grated almond, raisins, sugar, chocolate, cinnamon, olive oil and mostarda, the typical local grape jam).

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