La storia
In età federiciana Stornara era uno dei tanti insediamenti che
punteggiavano la via Traiana. Nel 1223 fu popolata da un gruppo
di Saraceni, poi divenne feudo di Goffredo di Beaumont.
Nell’epoca della transumanza, regolamentata dalla Dogana della
Mena delle Pecore in Puglia, Stornara risulta parte della Locatione
d’Ordona con le sue 5770 versure di terra destinata al pascolo
oltre che all’agricoltura. Nel 1600 il feudo fu acquistato per
42.512 ducati dai Gesuiti, che vi stabilirono la loro Residentia
Asturnariensis. Cacciati i religiosi dal Regno di Napoli, divenne
uno dei cinque Reali Siti, e in essa si insediarono 83 famiglie
di coloni che ricevettero per 29 anni 12 versure di terra. Nel
1806 fu aggregata al comune di Stornarella; ma nel 1905 – a
seguito di una proposta di legge avanzata dall’onorevole
cerignolano Giuseppe Pavoncelli – divenne comune autonomo.
I monumenti
Retaggio del XVIII secolo, la vecchia torre – detta anche “Casa
della torre” o “Torre arcipretale” – era parte integrante di quel
sistema di controllo che i Borboni posero in essere per il controllo
fiscale della transumanza. È una struttura a due piani provvista
di scala d’accesso esterna, con muratura fatta di grossi ciottoli
di fiume e liste di laterizi, e copertura in pietra
crosta sormontata da coppi pugliesi.
La chiesa di San Rocco,
costruita nel 1856 sulle rovine
di altra chiesa edificata nel
1840 e crollata in corso
d’opera, ospita la
statua del santo
protettore
cittadino, e un
quadro sei-settecentesco di scuola napoletana della Madonna
della Stella. La ottocentesca torre dell’orologio ricorda
infine il dono del re Francesco II in risposta alle suppliche
dei “naturali” del luogo.
PETTOLE
Ingredienti per 4 persone
1 kg di farina, un lievito di birra,
olio, sale.
Preparazione
In un recipiente mettere farina,
lievito di birra sciolto in acqua
tiepida, sale e olio, e lavorare
fino ad ottenere un impasto
morbido. Coprire il recipiente
tenendolo in un luogo chiuso, e
far lievitare per un paio d’ore.
Con un cucchiaio prendere un
po’ d’impasto e friggerlo in olio
bollente. Scolare le pettole, farle
asciugare su carta assorbente e
servirle, magari con vincotto.
CARTELLATE
Ingredienti per 4 persone
500 g di farina, 100 g di olio, 10
g di sale, vino bianco, 100 cl di
vincotto.
Preparazione
Impastare la farina col vino, il
sale e l'olio fino a ottenere una
pasta consistente, e far riposare
per un'ora. Fare una sfoglia
dello spessore di un millimetro
e tagliare delle strisce lunghe
quindici centimetri e larghe tre;
pizzicarle ogni tre-quattro
centimetri e arrotolarle su se
stesse. Farle asciugare per tutta
la notte, poi friggerle in olio
d'oliva e sgocciolare su carta
paglia. Scaldare il vincotto fino
a bollore, e immergervi le
cartellate con una schiumarola.
Sistemarle nel piatto di portata. |
feste Tradizionali
Fra i riti della Settimana Santa va segnalato, a
mezzanotte del Sabato Santo, quello della “
Resurrezione”, con la statua del Cristo benedicente
sollevata in aria e sospesa. Poi ancora, il 16 agosto,
festa patronale in onore di
san Rocco; e alla vigilia
dell’
Immacolata falò e sagra di “pizze fritte”.
I prodotti tipici
Il territorio di Stornara conta 3364 ettari. La loro
prevalente destinazione è a
ortaggi (broccoli, carciofi
e pomodori) e
vigneti, poi
cereali, e
olivo che alimenta
una produzione di
olio extravergine DOP. Piatti tipici
sono
orecchiette e broccoletti,
strascinati e
cavolfiori (sorta di grosse orecchiette),
fave e cicorie (le fave sono a puré),
cardone de ciucce e baccalà (cardo santo e baccalà al forno),
ciamaruchille
(lumachine al sugo di pomodoro o con menta e aglio),
le olive sfritte con aglio e sale. Fra i dolci, i
fichi secchi
ripieni di mandorle tostate, la
pizza di ricotta, i
calzungille (panzerottini ripieni di mostarda d’uva).
Dove mangiare -
I Due Archi, Via Ettore Fieramosca, 5 - Tel. 0885 434141
Curcelli Lorenza, Località Incoronata – Tel. 0881 810065
Del Vecchio Antonio, Località Incoronata – Tel. 0881 810061